L’invenzione della fotografia

 

 

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La parola fotografia deriva dalla combinazione di due termini greci “luce” e “scrivere”. È una tecnica che si basa sull’antico fenomeno della camera oscura, molto usata soprattutto dagli artisti del Rinascimento. Nel 1685 John Zahan inserì all’interno della camera oscura uno specchio a 45° rispetto la lente, in modo da far riflettere l’immagine da ricalcare sul vetro opaco. Questo sistema ottico è quello che troviamo anche all’interno di una macchina fotografica ma la vera difficoltà del tempo era poter fissare l’immagine su un supporto. Nei primi anni dell’Ottocento

Thomas Wedgwood proiettò le immagini su una superficie ricoperta d’argento, non riuscendo però a fissarla in modo permanente e a proteggerle dalla luce naturale.

Nel 1986 il francese il francese Joseph-Nicéphore Niepce riuscì ad ottenere la prima vera fotografia, utilizzando una lastra di rame ricoperta di bitume: dopo una giornata di esposizione all’interno della camera oscura, la lastra veniva lavata con un bagno di essenza di lavanda sciogliendo il bitume non impressionato.

Louis Daguerre, collaboratore di Niepce continuò le ricerche anche dopo la morte di quest’ultimo escogitando un sistema più rapido e duraturo: il dagherrotipo. Nel 1837 questa tecnica diventò molto diffusa in Europa e negli Stati Uniti per i costi accessibili e per i tempi di esposizione decisamente più ragionevoli. Purtroppo, però, era possibile ottenere una sola copia dell’immagine.

Il negativo arrivò nel 1841, grazie all’inglese William Henry Fox Talbot: un foglio di carta immerso in sale da cucina e nitrato d’argento, asciugato e coperto con piccoli oggetti e, in un secondo momento, Talbot capì anche come ottenere anche l’immagine positiva, inventando la “calotipia”.

Ma fu solo nel 1888 che la fotografia iniziò a diventare un fenomeno di massa, grazie a George Eastman che inventò la pellicola flessibile: nacque così il marchio Kodak.

La prima pellicola negativa a colori fu messa in commercio dalla Kodacolor nel 1941.

L’arte din adobe

 

 

 

Adobe Photoshop è un software professionale molto versatile, che permette di ritoccare le foto con precisione. Quando se ne fa un buon uso il risultato è sbalorditivo e distinguere quel che è vero da ciò che non lo è può essere davvero complicato.

Ma cosa succede quando un artista decide di usare questo software per creare dei fotomontaggi? Beh, i risultati sono i più disparati poiché qui si parla di vera e propria creatività e non solo di padronanze tecniche. Prendiamo in considerazione Thomas Kurniawan, graphic designer indonesiano, che ha creato una galleria in cui le star di Hollywood diventano dei personaggi della Disney. In “Disney Princess Celebrities” Emma Watson diventa Ariel de La Sirenetta, Kristen Bell è Belle de La Bella e la Bestia, mentre Katy Perry è Biancaneve circondata da uccellini. Delle locandine davvero inedite, in cui la somiglianza tra le dive e i personaggi originali diventa davvero sorprendente.

Molto interessante anche il lavoro del grafico Zaven Najjar che ha trasportato personaggi famosi (ma anche protagonisti di film) nell’antico Egitto, con uno stile personale. In “Pharapops” è possibile ammirare Prince, Karl Lagerfeld e Beyoncé, oppure Minion e Chewbacca indossare abiti e decorazioni propri dell’Antico Egitto, per un risultato finale che ricorda un po’ le famose incisioni su steli.

Anche Fab Ciraolo, un illustratore cileno, trasporta delle figure iconiche in un altro mondo, quello del rock moderno o, almeno, la rappresentazione di quello che è oggi con i suoi clichè. Vediamo quindi il padre della Pop Art Andy Warholsorseggiare un drink mentre indossa una maglia con la scritta “Hot Chip”, oppure Sophia Loren con braccia tatuate, una t-shirt corta “Sex Pistols” che saluta alzando il dito medio

Video in cartone animato

 

 

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Ricreare l’effetto di un cartone animato utilizzando un video girato con lo smartphone è possibile.

Le strade sono due: usare dei plug-in capaci di ottenere risultati anche abbastanza soddisfacenti oppure usare un software capace di compiere questa operazione “manualmente”, come i programmi di grafica o quelli di montaggio video. I plug-in, quindi, sono adatti a chi cerca qualcosa di immediato e si accontenta dei parametri di controllo messi a disposizione; la seconda opzione permettere di avere invece il controllo totale del lavoro, dall’inizio alla fine.

Con la suite di Final Cut è possibile avere diversi programmi, che svolgono funzioni diversi. Con Motion (un software molto intuitivo di compositing e animazione grafica) applicheremo gli effetti adatti.

Una volta importato il video sulla timeline di Motion crea il livello di “sfondo”. Selezionando la traccia video applica il filtro per l’effetto vettoriale (lo troverai in add filters → Stylize → Vectorize Color) e setta i parametri come preferisci, scegliendo quindi la gamma di colori che più ti piace, cercando di evitare i colori troppo scuri perché potrebbero confondersi con lo sfondo.

Copia la traccia del video originale (oppure di quella appena modificato ed eliminando il filtro applicato) creando un gruppo. Modifica per due volte la luminosità, fin quando le zone più chiare non diventano quasi bianche; procedi quindi con il filtro Indent per creare una linea di contorno che potrai rendere più delicata con il filtro Bloom.

Ancora un po’ di pazienza e il video è pronto: seleziona l’altra traccia del gruppo ripercorri le operazioni precedenti, mettendo in risalto dei particolari che prima erano stati trascurati.

E adesso è il momento del terzo livello, crea un nuovo gruppo da posizionare tra i due creati in precedenza e andando questa volta a curare altri particolari com il filtro Colorize. Dal menu “color correction” aggiusta la luminosità e il contrasto impostandoli al massimo. Con l’effetto Color Key

ritaglia il bianco e il gioco è fatto. Se lo preferisci puoi sfumare dei tratti con il Channel Blur.

10 case da sapere

 

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Photoshop è un programma per la creazione di immagini raster, ovvero formate da una griglia di piccoli quadrati chiamati “pixel”, ognuno di loro contenenti le informazioni colore. Negli ultimi anni Adobe ha dato la possibilità di creare anche immagini vettoriali ma riteniamo che non sia questo il software più adatto. Photoshop è infatti prezioso quando si intende apportare delle modifiche alle immagini, anche in modo professionale. Ad esempio, con lo strumento di testo (lo trovi nella barra degli strumenti o premendo il tasto T sulla tastiera) puoi creare una scritta su una foto. Un’altra funzione molto utile è la possibilità di selezionare un soggetto all’interno di un immagine per isolarlo, cambiandone lo sfondo oppure, al contrario, per eliminarlo. Per questa operazione si hanno a disposizione diversi strumenti, tra cui la gomma per cancellare direttamente le parti che non servono.

Tra i fotoritocchi più apprezzati c’è la possibilità di convertire un’immagine in bianco e nero oppure di dare un tocco artistico usando i diversi filtri messi a disposizione da Photoshop. Anche le piccole correzioni, come il bilanciamento del bianco, l’esposizione e le tonalità di colore possono essere sistemate usando strumenti semplici e intuitivi o mediante delle operazioni più complesse, proprio come dei professionisti. A tal proposito conviene dividere l’immagine su più livelli, così potrai eliminare le correzioni e fare diverse prove senza andare ad intaccare il file originale.

Dopo aver fatto le tue modifiche, potrai preparare il file per la stampa oppure esportarla alla giusta risoluzione per il web, mantenendo anche la trasparenza semplicemente salvando il lavoro finale con l’estensione .png.

 

 

Photoshop 6 per i principianti

Interfaccia e foglio di lavoro

 

Chi usa Photoshop per la prima volta si potrebbe trovare un po’ spaesato di fronte ad un’interfaccia che a prima vista può sembrare complessa. In realtà oggi molti software funzionano secondo gli stessi principi e per esempio se si è già pratici di Excel o Word si possono trovare alcune similitudini con il modo di lavorare dell’interfaccia di Photoshop.

Nella configurazione di default appaiono alcuni elementi cardine che sono quelli in genere più usati.

La barra delle applicazioni ha un funzionamento molto simile ad altri fogli di lavoro e racchiude i menu e sottomenu della specifica azione che si vuole eseguire: selezionare l’applicazione che serve è molto facile e intuitivo.

La barra delle opzioni e la barra degli strumenti sono di solito in sincronia tra loro: una volta scelto lo strumento desiderato sarà possibile scegliere la modalità d’uso dalla barra delle opzioni.

La Timeline viene visualizzata nella parte bassa dell’interfaccia: solitamente viene utilizzata in caso di necessità di ritocchi di filmati, da riprodurre, tagliare o altro.

Sulla destra si trovano invece la barra le proprietà e dei pannelli.

La barra delle proprietà è una sorta di prolungamento di quella degli strumenti: una volta che si seleziona uno strumento si potranno selezionare le varie regolazioni, come per esempio la modifica del colore, dell’angolazione, del contorno perimetrale ecc..

Nei pannelli è invece possibile vedere informazioni che riguardano l’elaborazione sulla quale stiamo lavorando: è possibile quindi ingrandire il foglio su cui si lavora, gestire i vari livelli, rifinire alcune parti ecc…

Tutte le barre possono essere modificate nella loro visualizzazione di default, a seconda delle esigenze personali: se per accedere ad una funzione che usate spesso il percorso è troppo lungo, esiste quasi sempre la possibilità di modificare l’interfaccia.

Il miglior Monitor PC

 

 

 

La spesa per l’acquisto di un nuovo monitor dove essere ben ponderata, se non si vuole rischiare di spendere soldi in qualcosa di cui potremmo pentircene. Come sempre è importante capire l’uso che ne faremo, per poi passare alla valutazione di parametri come la risoluzione dello schermo, i pollici (ovvero la misura della diagonale), lo spazio dei colori, la frequenza di aggiornamento, etc.

Cominciamo parlando della risoluzione, un termine che crea spesso confusione. Una risoluzione molto elevata darà un’immagine più nitida ma occorre anche avere una diagonale adeguata. Ad esempio, con una risoluzione 1.920 pixel orizzontali per 1.080 pixel verticali (full HD) è bene scegliere un monitor che sia grande tra i 22” e i 27 pollici, con un rapporto d’aspetto di 16:9. Questi valori vanno bene per chi utilizza il monitor per guardare film o per giocare ma non per lavorare in modo professionale quotidianamente.

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Per le risoluzioni che partono da 2.560 x 1.440 pixel è meglio non andare al di sotto dei 27 pollici, ottenendo un buon monitor per chi lavora con foto e video. Per l’Ultra HD (o 4 K) è meglio andare dai 30 pollici in su, per poter lavorare in tutta tranquillità ma anche per godersi i videogiochi.

La rifinitura può essere lucida o opaca: nel primo caso i colori risulteranno più vividi ma si rischia di avere dei fastidiosi riflessi; nel secondo caso la luce ambientale (quindi i riflessi) non costituisce un grande problema.

È importante anche la presenza delle porte come la DVI e la HDMI, per tutte le altre è meglio controllare prima la compatibilità tra schede video, smart tv, etc..

Controlla anche il tipo do consumo, sono preferibili i monitor con certificazini come Energy Star, la EPEAT, la RoHS e laTCO.

Intro

 

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Photoshop è un software di ritocco fotografico. Molti professionisti lo usano per ritoccare le proprie immagini e via via nelle varie versioni è diventato sempre più funzionale e facile da usare.

Le varie funzioni sono molto complesse e richiedono una conoscenza abbastanza approfondita della fotografia per poter essere apprezzate, ma ce ne sono alcune molto intuitive che possono essere usate anche da amatori.

Oggi, come è successo con Outlook, la casa produttrice ha deciso di non distribuire più il programma tramite CD, ma tramite un abbonamento in rete. Questo risulta vantaggioso dal punto di vista dell’utente, che avrà sempre la versione più aggiornata senza spesa aggiuntiva, e dal punto di vista della casa produttrice che potrà salvaguardare più facilmente i diritti di copyright.

Per scaricare e installare il software è necessario visitare la pagina ufficiale, dove è possibile scegliere il pacchetto desiderato ( Più dettagli: aranzulla.it o Buonoedeconomico). Il sistema richiede l’inserimento dei dati anagrafici e dei dati di contatto, prima di inserire i dati di pagamento.

 

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Per qualsiasi pacchetto è disponibile la versione di prova della durata di un mese, superato il quale il costo del pacchetto scelto verrà prelevato dalla vostra carta (o altro metodo di pagamento). Il sistema può essere scaricato sia su Windows che su OS X, basta selezionare la versione giusta al momento del download.

Tuttora si possono trovare in commercio le vecchie versioni di Photoshop, usate oppure regalate da un conoscente: nelle vecchie versioni è presente un disco, tramite il quale è possibile scaricare il software sul proprio computer. Sempre sul sito della casa produttrice ci sono a disposizione molte guide gratuite da scaricare: per alcune funzioni più intuitive non è necessaria alcuna guida per chi è già pratico con questo tipo di software, ma per funzioni più avanzate leggere tutte le istruzioni può permettere di risparmiare molto tempo.